La maglieria Kenzo vintage e il sodalizio con Miss Deanna

Parlare di maglieria Kenzo vintage significa aprire un capitolo molto interessante della moda tra gli anni Settanta e Ottanta. In questa storia la maglia smette di essere solo un elemento funzionale e diventa linguaggio espressivo autonomo dove colore, disegno e tecnica si fondono in capi che ancora oggi appaiono sorprendentemente contemporanei.

Molte delle straordinarie creazioni knitwear di Kenzo nascono grazie ad un incontro determinante: quello con Deanna Ferretti Veroni, l’imprenditrice italiana fondatrice del maglificio Miss Deanna. Il loro rapporto professionale e umano, durato oltre vent’anni, ha contribuito in modo decisivo a rendere la maglieria uno dei territori più innovativi della moda internazionale negli anni ’70 e ’80.

Deanna Ferretti Veroni e Kenzo Takada negli anni 70 – fonte Modateca Deanna

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La maglieria Kenzo vintage come linguaggio creativo

All’inizio degli anni Settanta in Europa la maglieria era prevalentemente associata a produzioni seriali: pullover, cardigan e twin-set classici, raramente considerati occasioni di sperimentazione estetica. E’ un giovane Kenzo Takada a cambiare questa impostazione attribuendo alla maglia un ruolo centrale nelle sue collezioni.

Kenzo sfida le convenzioni della moda tradizionale introducendo nella sua offerta un tricot che è un linguaggio espressivo unico. Come evidente già nei bozzetti mirabilmente disegnati, lo stilista immagina i suoi maglioni e cardigan con motivi complessi, accostamenti cromatici audaci, pattern floreali e geometrici ispirati alla natura e alla cultura orientale. I volumi si fanno morbidi e fluidi, la maglia libera il corpo e non lo costringe, diventando espressione di una moda meno rigida, non gerarchica, più dinamica.

Già le prime collezioni presentate da Kenzo vedono la maglieria come elemento distintivo. Negli anni successivi, sulle passerelle parigine e internazionali, il tricot diventa parte integrante di sfilate concepite come veri spettacoli teatrali, anticipando le sfilate di moda-evento di oggi.

Kenzo Takada e il dialogo tra Oriente e Occidente

Nato nel 1939 vicino a Osaka, Kenzo Takada studia alla Bunka Fashion College di Tokyo ed è tra i primi uomini ammessi all’istituto. Nel 1964 si trasferisce a Parigi, città che diventerà il centro della sua carriera per oltre cinquant’anni.

L’apertura della boutique Jungle Jap nel 1970 segna l’inizio della sua affermazione internazionale. Le sue creazioni attirano immediatamente l’attenzione per la capacità di fondere elementi della tradizione giapponese — come l’uso di volumi ampi, l’ispirazione tratta dai kimono, il rapporto fluido con il corpo — con l’energia del sistema moda parigino.

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Kenzo introduce un’estetica in cui Oriente e Occidente si confrontano in un dialogo continuo. La sua visione rifiuta l’austerità dell’haute couture dominante e propone un’idea di moda “felice” e accessibile, teatrale ma mai distante. Celebre è la sfilata del 1977 allo Studio 54 trasformato in un tendone da circo, così come le presentazioni parigine degli anni Ottanta, in cui la componente teatrale si unisce a una forte ricerca visiva e tessile. In ognuna di queste collezioni la maglieria non è un semplice complemento ma è un mezzo espressivo attraverso cui prende forma la sintesi culturale tra Giappone ed Europa.

Deanna Ferretti Veroni: la tecnica al servizio dello stile

Deanna Ferretti Veroni rappresenta la memoria storica della produzione di maglieria in Italia; la sua è una storia di grande imprenditoria femminile che dall’Italia del secondo dopoguerra ha raggiunto importanti stilisti del XX secolo.

Deanna si dedica fin da giovanissima alla maglieria di alta qualità con passione e competenza e fonda il primo laboratorio “Confezioni Deanna” nel 1960. Nel 1971 apre a San Martino in Rio (Reggio Emilia) il maglificio “Miss Deanna”, che ben presto diventa un punto di riferimento per il knitwear italiano di eccellenza.

Kenzo si rivolge a lei all’inizio degli anni Settanta con una richiesta ambiziosa: tradurre i suoi disegni complessi, ricchi di colore e movimento, in capi in maglia tecnicamente realizzabili. Si tratta di passare dal bozzetto alla realizzazione concreta attraverso prototipi, campionature, studio dei filati e messa a punto delle macchine per la produzione; è un processo costoso e rischioso, che molte aziende non sono disposte a sostenere per un giovane stilista emergente.

maglieria kenzo vintage

Deanna Ferretti Veroni, coetanea di Kenzo, comprende invece il potenziale di questa visione e sceglie di intraprendere la collaborazione. Nei successivi decenni, Deanna affianca lo stilista nel processo creativo, come lei stessa racconta, e il metodo di lavoro si consolida nel tempo: incontri preliminari dedicati ai disegni e alle idee, sviluppo di campioni e varianti tecniche negli stabilimenti in Italia, selezione dei modelli definitivi e presenza alle prove prima delle sfilate parigine. In questo percorso la maglieria diventa territorio di ricerca, emancipandosi definitivamente dall’idea di produzione seriale per assumere uno status artistico.

Deanna non solo accompagna Kenzo – e i successivi stilisti che si rivolgeranno a lei come Martin Margiela e Valentino – nelle prove e nelle prototipazioni ma diventa un ponte tra la visione artistica e l’artigianato specialistico. La sua dedizione alla maglieria come forma d’arte e il suo voler essere “tecnica al servizio dello stile” ha reso possibile la nascita di collezioni memorabili, molte delle quali oggi sono pezzi ricercati sul mercato vintage.

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L’attualità della maglieria Kenzo vintage

Un capo di maglieria Kenzo vintage non è soltanto qualcosa da indossare. È il risultato di un dialogo tra culture, di una collaborazione tra creatività e competenza tecnica in un momento storico in cui la moda amava mettersi in gioco.

La qualità dei filati, la complessità dei motivi, la libertà delle proporzioni e la forza cromatica rendono queste maglie ancora molto attuali. Il loro valore non risiede solo nell’estetica, ma nella storia che ogni capo porta con sé: la storia di un giovane designer visionario e di un’imprenditrice innovativa che hanno trasformato la maglieria in uno strumento creativo.

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